Quarto potere

La TV rimane accesa in pressoche’ ogni casa, attorno all’ora di cena, quindi approssimativamente tra le 19.30 e le 21.30.
La TV dispensa, non solo a quell’orario naturalmente, le peggiori stronzate degli ultimi trent’anni. Proprio la TV che vi indaffarate a mantenere pasciuta e tronfia.
E sarebbe troppo facile prendersela con Enrico Papi o con Gerri Scotti o con Striscia La Notizia, come fanno i peggiori cattocomunisti: stringendo i glutei e sbraitando inaciditi che Mediaset e’ un demone da combattere, gridando allo scandalo “EH? EH? MA LO SAPETE QUANTI FONDI NERI.. BLABLA.. DECODER.. BLABLA.. TRASH ANNI OTTANTA.. BLA BLA.. PIERSILVIO”.
Fatela. Finita. Per. Cortesia.
Prendete Maurizio Crozza, ad esempio.
Lui si che gliele canta, eh? Facendo inutili nonche’ patetiche nonche’ gratuite gag con Tabacci ubriaco che sorride annuisce e lo loda. Facendo battute cosi’ scontate che neanche Franco e Ciccio, sulla Svizzera e su Dubai.
Ve lo meritate, Maurizio Crozza. Come vi meritavate Alberto Sordi, che per fortuna e’ defunto, anche se purtroppo non s’e’ portato nella tomba i suoi personaggi buonisti.
E’ stata piu’ rivoluzionaria Mediaset, che almeno ha apportato un cambiamento (non in positivo, su questo siamo d’accordo) al modo di vedere le cose tipico dell’italiano medio, quel modo schifoso, quel modo centro-meridionale di vedere le cose. Dove con centro-meridionale si intende ovviamente una connotazione del tutto negativa, che sottolinea la pigrizia, l’inerzia, l’ignavia e l’ignoranza, ma che non ferma l’estendibilita’ del termine alle popolazioni sotto l’Arno, tutt’altro!, vale ancor di piu’ per veneti, liguri, lombardi, trentini, friulani, piemontesi. Certo che in uno dei quattro sostantivi, ogni regione citata cada. E qualche altra regione a caso di cui fortunatamente non ricordo, al momento.
Ma per dio, fatela finita con la fronda, con l’identificare nel nemico comune e totale l’attuale maggioranza e l’attuale premier, fatela finita con i cartelli “Donna offesa dal premier” e “Io sono farabutto”. Non fanno ridere, fanno ridere ancor meno delle presunte battute fatte da quel ritardato del vostro termine di paragone in negativo.
Siete voi gli Alberto Sordi, celebrati frequentemente da un presentatore a caso in un tripudio di troie ed imitatori su Rai Due. Siete voi i Corrado che davano spazio televisivo a partigiani dementi ultra ottantenni con la fisarmonica. Siete voi i Mike Bongiorno che hanno convinto qualunque fascia d’eta’ che e’ romantico sognare con i telequiz.
Siete voi i Pieraccioni falliti riempi-palinsesto, provinciali e dialettali come la versione becera e etero di Pierpaolo Pasolini.
Fate il favore di uscire da quest’Italia. Portando via anche i vostri figli, e sperando in un incidente stradale mortale.
Perche’ ci state costringendo a dare del credito a un fascista che si fa cogliere in un fuorionda a fare il paraculo. Ci state costringendo ad apprezzare Sgarbi che urla bestemmie in faccia ai politici attuali. Avete costretto molti a supportare un ex comico convinto che le scie in cielo siano dei test sovra-governativi atti a ucciderci tutti.
Speriamo, dunque, in una nuova malattia che ci stermini, se questo e’ quanto sappiamo fare.
Dieci Cento Mille Suine.

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Vincere e vinceremo!

Bagnone (MS). Dopo anni di tentativi, Ugo V. e’ finalmente stato ripagato sabato, quando il quarantasettenne di Bagnone ha vinto 147 milioni di euro, facendo di lui un’ispirazione per tutti i giocatori del mondo.

“Non ho piu’ paura di rischiare” dice Tamara S. di Savignone (GE), donna delle pulizie e una dei milioni di italiani motivati dalla grande vincita di Ugo. “D’ora in poi mi ricordero’ sempre di cio’ che ha detto Ugo: basta scegliere sei numeri e prima o poi usciranno e ti faranno vincere”. “Se ce l’ha fatta lui, ce la posso fare anche io”.

“Quest’uomo non ha vinto con una schedina giocata per la prima volta”, dice Carla F. di Quartoggiaro (MI). “E’ passato da quella ricevitoria per anni. Questo ci mostra che non c’e’ niente di piu’ vincente che la perseveranza”.

Figlio di due muratori, Ugo e’ cresciuto senza le opportunita’ economiche e accademiche che quasi a tutti gli italiani sono offerte; ma questo non gli ha impedito di far qualcosa della propria vita, come vincere al Superenalotto.
“Ebbene si, guidavo la mia Panda 4×4 giu’ dalla collina di Bagnone ogni venerdi’, che e’ il giorno di paga, per comprare una stecca di sigarette, una cassa di moretti e giocare qualche schedina” dice Ugo. “A volte anche qualche gratta e vinci, ma di certo non ho mai dimenticato il Superenalotto, quelli si che son milioni!”

Benche’ abbia giocato per anni senza vincere e vivendo con sua madre, Ugo e’ risoluto.

“Qualcosa mi diceva non avrei mai vinto, ma ho continuato. Sapevo di dover continuare, se volevo comprare un’Alfa Mito e una TV al plasma. Cose del genere”

Ugo prosegue: “Continuare a non vincere non mi ha scoraggiato, perche’ sapevo cosa volevo. E lo ammetto, a volte e’ stata dura trovare quegli spiccioli da spendere, quando tra il 1994 e il 1998 ero disoccupato e vivevo con la pensione di mia madre. Ma ce l’ho fatta. Ora sono un porcodio di milionario. Dio bestia!”

Ugo V., che ricordiamolo gioca dal 1978 (giocano 16 3 e 78 in onore del rapimento Moro), ricevera’ la somma in un un’unica soluzione fra due mesi, ma sostiene che non si cancellera’ dalle liste di collocamento fino a che non vedra’ la cifra al Banco Posta.

“E’ uno come tanti, come me”, dice Giacomo D., di Gazzuolo (MN). “Non devi essere un vacca di avvocato o un medico salottiero, per vincere la lotteria. Devi solo indovinare gli stessi numeri che qualcunaltro estrarra’ qualche giorno dopo”.

La tenacia di Ugo sta ispirando proprio tutti, anche chi non ha mai giocato alla lotteria.

Fabrizio Q., ex para’ ora membro di una compagnia militare privata in Iraq, raggiunto telefonicamente, ne e’ entusiasta: “Ho sempre pensato che la lotteria fosse per sfigati. Ora so che quando tornero’ da questa missione, se voglio anch’io un assegno da milioni di euro, devo iniziare a giocare. Cosi’ finalmente realizzero’ i miei sogni”.
Anche lui, come tanti, con quei soldi si paghera’ i tanti debiti, nuove attrezzature militari e una vacanza “in un posto esotico”. E qualche buona cena. “Non come qui, che devo pranzare inginocchiato”.

“Il mondo e’ ingiusto, per fortuna che c’e’ il Superenalotto”, dice Giuliano F., di Roma, aspirante giornalista che scrive pamphlet satirici. “E’ cosi’ bello cio’ che e’ successo a Ugo V., lui si che e’ un vero vincitore!”.
“Mi riconosco molto in lui -aggiunge Giuliano-, e’ qualcuno che voleva ottenere molti soldi con poco sforzo. E cosi’ sono io. Piu’ di ogni altra cosa al mondo, voglio molti soldi.”

per non dimenticare

Germania: Strage alla stazione di Alzheimer.
Fiaccole accese, manifestazioni, PER NON DIMENTICARE.

La formula “Per non dimenticare” fa schifo, fa ancora piu’ schifo quando e’ quella cretina senza cervello della speaker del TG1 a dirla.
Riuscite a dire “Per non dimenticare” 10 volte senza ridere?
No. Poiche’ essa e’ dello stesso livello di “10 100 1000 nassirya”, solo meno ironica.

Usiamo 3 delle 5 W del tanto osannato giornalismo anglosassone: chi, cosa, perche’.

CHI deve non dimenticare e rischia di dimenticare? Fossero i parenti delle vittime, sarebbe almeno divertente apprezzare il sarcasmo col quale li si prende per il culo. Ecco, s’io fossi li’ con loro direi proprio cosi’ “LOL, PER NON DIMENTICARE” e poi farei il gesto della stecca, memoria di una vita da caserma che grazie a allah non ho mai vissuto (no, non mi interessa l’invalidita’ permanente perche’ un microdotato superiore mi ha rotto una vertebra con una mazza da baseball. mi fingo gia’ invalido cosi’, muovendo a compassione i piu’, dicendo che ho votato a sinistra).
Le istituzioni, forse, non dovrebbero dimenticare? E’ come chiedere a uno storpio di fare i 100 metri: le istituzioni sono quell’oggetto che piu’ guai accadono attorno ad esso, piu’ esso ignora la questione in maniera del tutto ufficiale. No davvero, proprio con le agenzie stampa in cui si piscia sulla questione e poi ci si asciuga il cazzo sul lenzuolo che copre il cadavere.
Ah ma no aspetta, sara’ “L’OPINIONE PUBBLICA” che non deve dimenticare. L’opinione pubblica autonomamente non esiste, se non imboccata dall’informazione. E uso la parola imboccata volutamente sbagliando ed ignorando il principio che si fonda alla base dello scopo che i giornalisti dovrebbero avere nella loro inutile vita. Porci giornalisti, le stesse penne che scrivono castronerie su qualunque argomento -dalla costruzione di carri ferroviari alla situazione civile in Cina-, siete proprio voi -si, anche Travaglio, per questo non lo dice- i fautori dell’onda su onda. Ogni questione che avviene in Italia e’ scritta sul bagnasciuga; viene accarezzata da onde brevi chiamate PER NON DIMENTICARE e poi viene cancellata dall’onda dell’argomento successivo. Intensita’ della quale e’ direttamente proporzionale al tasso di troie, morti celebri, cocaina e relazioni extraconiugali presente nell’argomento che scalza il precedente. In conclusione, nessuno dimentica in verita’, c’e’ solo l’informazione che decide quando (WHEN) e’ ora di cambiare aria e sceglie il mezzo di comunicazione (WHERE). Almeno fino al processo d’appello o alla commemorazione successiva.

COSA si deve non dimenticare e si rischia di dimenticare? Si rischia di dimenticare l’errore umano? Il guasto tecnico? L’ignoranza del branco? Il pisello del rumeno che e’ entrato nella vagina di tua figlia? Be’ quelle si’ che sarebbero cose da dimenticare, sempre che a tua figlia non sia piaciuto, dopotutto ora sta con uno che studia ingegneria, quindi e’ comprensibile. Non e’ questione di dimenticare (dal dizionario, trascurare-non ricordare-lasciare in un posto-non considerare), quello puo’ andare bene che accada PER TUTTI (tranne tua figlia, s’intende), ma piu’ che altro meditare a riguardo e prendere le dovute decisioni AL MOMENTO. Non si tratta di decreti legge o altre puttanate, si tratta di educare l’opinione pubblica alla questione, nel momento in cui essa accade. Educarla per il bene. Portarla per mano dal passato ingenuo, attraverso il presente scisso, fino al futuro in cui domina la ragione (in senso lato, perdonatemi irrazionali che leggete). Poi si, poi potete dimenticare e lasciar che cio’ finisca nella storia. Con buona pace di Hegel che ci segue da dentro la sua bara con un iPhone.

PERCHE’ si deve non dimenticare? Si deve, dimenticare, perche’ se tutto e’ fatto correttamente, non e’ necessario ricordare. In base a quanto detto sopra.

Al lettore la dimostrazione dei teoremi successivi.

Traggedia a viareggio

Appena uscito su iTunes il nuovo singolo composto dal noto trio beneficiente Lorenzo Jovanotti, Piero Pelu’, Luciano Ligabue. Per ogni copia del brano venduta, verra’ donato UN EURO in favore delle vittime di Viareggio.
Giova Pelu’ Liga (GPL) – IL MIO NOME E’ GRISU’

Puttane iraniane.

Vi dispiace se vomito qui? Ridateci la DC.

Tutti parlano di un politico puttaniere: anche la giustizia a orologeria segna l’ora sbagliata.

Almeno prima si parlava di mafia e di tangenti, cose su cui ne’ Striscia la notizia ne’ il Bagaglino osavano fare “satira” (SA-TI-RA?).
Le puttane, invece, sono un argomento facile, sono un argomento popolare. La classe dei giornalisti ha fatto l’ennesimo errore, abbassando il livello a qualcosa di talmente alla portata di tutti, che nessuno prova indignazione a riguardo.

Anzi. Raccoglie la benevolenza di ogni singolo italiano medio, nonche’ l’invidia di ogni persona sopra i 40 anni, che’ quelli sotto i 40 anni gia’ adesso le scopano, le diciottenni.

Repubblica e Corriere, nel frattempo, declassano a notizia di coda la situazione iraniana. Fate bene, chi se ne fotte della destabilizzazione di una potenza nucleare guidata da un partito fondamentalista religioso la cui unica opposizione fino ad oggi era un altro partito fondamentalista religioso?

A NESSUNO.

– Papa’, cosa hanno al braccio quei calciatori mezzi negri?

– Niente tesoro, sara’ il foulard della Lega Nord.