Archive for the ‘folklore’ Category

Beppe Grillo VAFFANCULO


Leggo un articolo sul corriere che parla di quanto siano cool i grillini, con un leggero sarcasmo sui vaffanculo.
Un leggero sarcasmo.
Corriere, VAFFANCULO.
Dovreste irritarvi tanto quanto si irriterebbe chiunque venisse mandatto affanculo, dato che i vaffanculo di beppe grillo sono dei vaffanculo dedicati a tutti noi.

Trattasi di un movimento guidato da un sessaduenne che celebra il giovanilismo nella politica entrando a sua volta in politica. Come apprezzare appelli alla castità da parte di pedofili. Ah già, anche questo sarebbe un deja vu.

In questo articolo si dice che il moVimento (con la V che sta per Vaffanculo) ha avuto un successo silenzioso, il silenzio del fare (come la destra del fare della Santanché). Il silenzio di quelli che, nel frattempo, stemperano il proprio successo affermando che continueranno a testa bassa a lavorare.
No, vi scongiuro.
Adagiatevi sulla poltrona come tutti quelli che voi criticate, vi prego. Sarebbe un guaio se voi continuaste a lavorare nella direzione in cui avete predicato fin’ora.
Siete dei politici dilettanti, non avete spessore politico né istituzionale, non fregiatevi di aggettivi fin troppo lusinghieri nei vostri stessi confronti, non siete degni nemmeno di apostrofare il capo dello stato.
Fin’ora avete solo blaterato qualche cazzata su politiche energetiche non produttive, su scie chimiche e su signoraggio. E nel frattempo avete supportato un movimento da tribuni della plebe, poco più che una massa di redneck con i fucili a sale in mano e i cani da caccia nel bagagliaio. Di quelli che, con la bava alla bocca, parlano di rivolere i propri soldi, senza alcun tipo di soluzione reale nei confronti di alcuna politica economica, di alcuna politica sociale, di alcuna politica sanitaria.

Siete quelli dei soldi nel materasso, siete i retrogradi camuffati da progressisti, siete quelli del signora mia, à la Gandhi, che parlava di cacciare gli imperialisti inglesi per sostituire tutto con una società tribale basata su precetti paleolitici attorno ai clan familiari.

Dove cazzo sono le politiche lavorative, oltre ai piagnistei cooptando precariati di callcenter con pietismo barbaradursiano?
Dove cazzo sono le politiche sociali e sanitarie, a parte intervistare pensionati pieni di soldi che si lamentano dei due o tre euro di medicine in più?
E una presa di posizione netta sul laicismo dello stato? E qualcosa di più delle pizzate tipo Beppe Severgnini per celebrare I CERVELLI ITALIANI?
Dove cazzo sono le proposte precise, soprattutto per combattere la mafia e la corruzione (no, non la lista dei buoni e cattivi alla lavagna. sto parlando di cose serie)? Chi ha il coraggio di abolire il TFR?
Dove cazzo sono le proposte per chiudere definitivamente le industrie infruttuose tipo Termini Imerese, a cui sostituire qualcosa di REALMENTE localizzato etico ed antimafia, come per esempio una cooperativa di pescatori che metta in difficoltà i distributori di pesce collusi con la malavita tunisina, ma travestiti da slow food?
Dove cazzo sono gli obiettivi politici relativi alle piccole e medie imprese, le nuove regolamentazioni attorno all’IVA, all’Irpef, al Pubblico Registro Automobilistico, all’evasione fiscale, alla speculazione edilizia.

Dai, perlomeno votiamo Valerio Staffelli o il Gabibbo. O qualche cazzaro a caso delle Iene, di quelli che castigano i costumi con argomentazioni reazionarie.
Siete peggio del capoclasse delle medie.
Oppure votiamo Duncan McCloud del Clan McCloud. Così quando lo decapiteremo, avremo il possesso di tutta la sua esperienza con una scossa elettrica proveniente dal suo cadavere.

Vaffanculo al movimento a cinque stelle. Siete in cattiva fede.

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Caro Luttazzi

Caro daniele luttazzi, io l’ho guardato raiperunanotte ed ho ascoltato, come sempre, il tuo monologo con lucida attenzione.
Prima di tutto (captatio benevolentiae), la battuta migliore è stata quella del cuoco, ma lo sapevi già.
Ora.
Ricordi la definizione di dittatura al rallentatore? E’ così, Cassandro, avevi e hai ragione.
Ma c’è un elemento che manca sul tavolo, oltre al predominio mediatico con cui instaurare una macchina da propaganda senza avversari, di gelliana memoria e all’elenco che hai fatto all’ottavo minuto, del turbinìo di soldi favori corruzioni processi e mignotte.

Manca, infatti, il clima dell’odio. Tanto per riciclare parole berlusconiane e farti girare i coglioni.

DIVIDE ET IMPERA.

E’ ciò che LUI persegue, nella prima fase del sesso anale, per renderlo più appagante ed efficace: far sì che chi sta per essere inculato si agiti ancora di più, perché si scompigli i capelli e sia più facile sborrarvi sopra.
Be’, una conclusione al monologo come la tua, un Travaglio che va al manihomio ANCORA per l’ennesima cazzata di berlusconi: questo è agitarsi e rendere i nostri capelli più sborrabili. Come fa Repubblica.
Seguendo ogni SUA cazzata, dipendendo dalla SUA prossima cazzata.

Se nessuno si agitasse così, non vi sarebbe inculata violenta né vi sarebbe inculata. Come non vi sarebbe tifo calcistico sfegatato, se esistesse solo da una delle due fazioni.

Se invece di agitarsi OMMIODDIO PERCHE’ STAI FACENDO PRESSIONE.. NO ASP-.
Ci fosse E QUELLO COS’E’, IL TUO CAZZO? AHAH! VADO DI LA’ A RIMBOCCARE LE COPERTE ALLA BAMBINA, COGLIONE. ALMENO E’ QUALCOSA DI IMPORTANTE E UTILE.
Almeno chi vuole andare avanti e non fermarsi non voterebbe lega nord né fini né casini come i mali minori.

Ma pare che solo Napolitano sia in grado di fare così, e non sempre.

Odiare il malfattore fa sì che i malfattori potenti possano fare le vittime, possano giustificare con l’odio che ricevono l’esacerbarsi della prossima malefatta.
Legittimare l’odio verso il dittatore è legittimare il dittatore, qualunque genere di dittatore sia, pure uno zeppo di viagra, al rallentatore e attorniato da troie poco credibili.
Dove le troie poco credibili sono i suoi oppositori (il popolo viola), s’intende.
Questo genere di cose andrebbero lasciate a chi le sa fare veramente con professionalità… chessò, Lella Costa.

festa della donna

un gruppo di donne che va a cena fuori per la festa della donna e’ come se un gruppo di ebrei andasse in un ristorante kosher per ricordare la shoah.

Quarto potere

La TV rimane accesa in pressoche’ ogni casa, attorno all’ora di cena, quindi approssimativamente tra le 19.30 e le 21.30.
La TV dispensa, non solo a quell’orario naturalmente, le peggiori stronzate degli ultimi trent’anni. Proprio la TV che vi indaffarate a mantenere pasciuta e tronfia.
E sarebbe troppo facile prendersela con Enrico Papi o con Gerri Scotti o con Striscia La Notizia, come fanno i peggiori cattocomunisti: stringendo i glutei e sbraitando inaciditi che Mediaset e’ un demone da combattere, gridando allo scandalo “EH? EH? MA LO SAPETE QUANTI FONDI NERI.. BLABLA.. DECODER.. BLABLA.. TRASH ANNI OTTANTA.. BLA BLA.. PIERSILVIO”.
Fatela. Finita. Per. Cortesia.
Prendete Maurizio Crozza, ad esempio.
Lui si che gliele canta, eh? Facendo inutili nonche’ patetiche nonche’ gratuite gag con Tabacci ubriaco che sorride annuisce e lo loda. Facendo battute cosi’ scontate che neanche Franco e Ciccio, sulla Svizzera e su Dubai.
Ve lo meritate, Maurizio Crozza. Come vi meritavate Alberto Sordi, che per fortuna e’ defunto, anche se purtroppo non s’e’ portato nella tomba i suoi personaggi buonisti.
E’ stata piu’ rivoluzionaria Mediaset, che almeno ha apportato un cambiamento (non in positivo, su questo siamo d’accordo) al modo di vedere le cose tipico dell’italiano medio, quel modo schifoso, quel modo centro-meridionale di vedere le cose. Dove con centro-meridionale si intende ovviamente una connotazione del tutto negativa, che sottolinea la pigrizia, l’inerzia, l’ignavia e l’ignoranza, ma che non ferma l’estendibilita’ del termine alle popolazioni sotto l’Arno, tutt’altro!, vale ancor di piu’ per veneti, liguri, lombardi, trentini, friulani, piemontesi. Certo che in uno dei quattro sostantivi, ogni regione citata cada. E qualche altra regione a caso di cui fortunatamente non ricordo, al momento.
Ma per dio, fatela finita con la fronda, con l’identificare nel nemico comune e totale l’attuale maggioranza e l’attuale premier, fatela finita con i cartelli “Donna offesa dal premier” e “Io sono farabutto”. Non fanno ridere, fanno ridere ancor meno delle presunte battute fatte da quel ritardato del vostro termine di paragone in negativo.
Siete voi gli Alberto Sordi, celebrati frequentemente da un presentatore a caso in un tripudio di troie ed imitatori su Rai Due. Siete voi i Corrado che davano spazio televisivo a partigiani dementi ultra ottantenni con la fisarmonica. Siete voi i Mike Bongiorno che hanno convinto qualunque fascia d’eta’ che e’ romantico sognare con i telequiz.
Siete voi i Pieraccioni falliti riempi-palinsesto, provinciali e dialettali come la versione becera e etero di Pierpaolo Pasolini.
Fate il favore di uscire da quest’Italia. Portando via anche i vostri figli, e sperando in un incidente stradale mortale.
Perche’ ci state costringendo a dare del credito a un fascista che si fa cogliere in un fuorionda a fare il paraculo. Ci state costringendo ad apprezzare Sgarbi che urla bestemmie in faccia ai politici attuali. Avete costretto molti a supportare un ex comico convinto che le scie in cielo siano dei test sovra-governativi atti a ucciderci tutti.
Speriamo, dunque, in una nuova malattia che ci stermini, se questo e’ quanto sappiamo fare.
Dieci Cento Mille Suine.

Vincere e vinceremo!

Bagnone (MS). Dopo anni di tentativi, Ugo V. e’ finalmente stato ripagato sabato, quando il quarantasettenne di Bagnone ha vinto 147 milioni di euro, facendo di lui un’ispirazione per tutti i giocatori del mondo.

“Non ho piu’ paura di rischiare” dice Tamara S. di Savignone (GE), donna delle pulizie e una dei milioni di italiani motivati dalla grande vincita di Ugo. “D’ora in poi mi ricordero’ sempre di cio’ che ha detto Ugo: basta scegliere sei numeri e prima o poi usciranno e ti faranno vincere”. “Se ce l’ha fatta lui, ce la posso fare anche io”.

“Quest’uomo non ha vinto con una schedina giocata per la prima volta”, dice Carla F. di Quartoggiaro (MI). “E’ passato da quella ricevitoria per anni. Questo ci mostra che non c’e’ niente di piu’ vincente che la perseveranza”.

Figlio di due muratori, Ugo e’ cresciuto senza le opportunita’ economiche e accademiche che quasi a tutti gli italiani sono offerte; ma questo non gli ha impedito di far qualcosa della propria vita, come vincere al Superenalotto.
“Ebbene si, guidavo la mia Panda 4×4 giu’ dalla collina di Bagnone ogni venerdi’, che e’ il giorno di paga, per comprare una stecca di sigarette, una cassa di moretti e giocare qualche schedina” dice Ugo. “A volte anche qualche gratta e vinci, ma di certo non ho mai dimenticato il Superenalotto, quelli si che son milioni!”

Benche’ abbia giocato per anni senza vincere e vivendo con sua madre, Ugo e’ risoluto.

“Qualcosa mi diceva non avrei mai vinto, ma ho continuato. Sapevo di dover continuare, se volevo comprare un’Alfa Mito e una TV al plasma. Cose del genere”

Ugo prosegue: “Continuare a non vincere non mi ha scoraggiato, perche’ sapevo cosa volevo. E lo ammetto, a volte e’ stata dura trovare quegli spiccioli da spendere, quando tra il 1994 e il 1998 ero disoccupato e vivevo con la pensione di mia madre. Ma ce l’ho fatta. Ora sono un porcodio di milionario. Dio bestia!”

Ugo V., che ricordiamolo gioca dal 1978 (giocano 16 3 e 78 in onore del rapimento Moro), ricevera’ la somma in un un’unica soluzione fra due mesi, ma sostiene che non si cancellera’ dalle liste di collocamento fino a che non vedra’ la cifra al Banco Posta.

“E’ uno come tanti, come me”, dice Giacomo D., di Gazzuolo (MN). “Non devi essere un vacca di avvocato o un medico salottiero, per vincere la lotteria. Devi solo indovinare gli stessi numeri che qualcunaltro estrarra’ qualche giorno dopo”.

La tenacia di Ugo sta ispirando proprio tutti, anche chi non ha mai giocato alla lotteria.

Fabrizio Q., ex para’ ora membro di una compagnia militare privata in Iraq, raggiunto telefonicamente, ne e’ entusiasta: “Ho sempre pensato che la lotteria fosse per sfigati. Ora so che quando tornero’ da questa missione, se voglio anch’io un assegno da milioni di euro, devo iniziare a giocare. Cosi’ finalmente realizzero’ i miei sogni”.
Anche lui, come tanti, con quei soldi si paghera’ i tanti debiti, nuove attrezzature militari e una vacanza “in un posto esotico”. E qualche buona cena. “Non come qui, che devo pranzare inginocchiato”.

“Il mondo e’ ingiusto, per fortuna che c’e’ il Superenalotto”, dice Giuliano F., di Roma, aspirante giornalista che scrive pamphlet satirici. “E’ cosi’ bello cio’ che e’ successo a Ugo V., lui si che e’ un vero vincitore!”.
“Mi riconosco molto in lui -aggiunge Giuliano-, e’ qualcuno che voleva ottenere molti soldi con poco sforzo. E cosi’ sono io. Piu’ di ogni altra cosa al mondo, voglio molti soldi.”