Cari esponenti del popolo viola

È un paio di giorni ormai che vi penso intensamente. Dal momento della vostra nascita, frutto di una gestazione giustificata dall’esacerbarsi rutilante di boiate cosmiche prodotte da Berlusconi in questo anno temibile, mi son venute spontanee alcune domande. Non importanti come le dieci domande di Repubblica che tanto hanno martoriato i coglioni di qualsiasi persona pensante, ma di domande comunque si tratta, e visto che voi siete anche il popolo della rete, alla rete le porgo, sperando in una risposta degna della vostra “intelligenza collettiva”:

1)non vi sentite un po’ degli errori nel matrix? Nel senso, nessuno di voi ha questa sensazione di deja vu, come se tipo fossero sedici anni, da quel maledetto giorno in cui jeovah, allah e odino hanno permesso a berlusconi di fondare Forza Italia, che l’unica reazione spontanea della sinistra e del popolo di sinistra è quella di andarsene in piazza con delle belle bandierine colorate (rosse, arcobaleno, viola, rigorosamente da appender fuori la finestra, il giorno dopo) a far dei ballettini, girotondi, sit in o quant’altro, nella speranza (un tempo ingenua, ora, consentitemi un pochino patetica) di cambiar le cose, di spodestare il tiranno, di manifestare la verità che cementa le fondamenta del teatrino pidiellista (fuit casadellelibertista, fuit forzista). Lasciate che vi suggerisca che HEI, LO SAPPIAMO CHE BERLUSCONI è CATTIVO. O almeno, chiunque abbia una coscienza di sinistra, appena accennata o irremovibile che sia, è perfettamente a conoscenza degli errori di Berlusconi e dei suoi governi. E poi è sedici anni che ste deliziose uscite in piazza non portano assolutamente a nulla. Forse c’è qualcosa che non funziona.

2)non vi fischiano le orecchie? Dicono succeda, a parlarsi addosso. Perché voglio svelarvi un segreto segretissimo: quando domani sarete in piazza del popolo, del duomo, o del salcazzo, vedrete un sacco di amici e conoscenti che hei, la pensano proprio come voi, l’hanno sempre pensata come voi e continueranno a farlo finchè berlusconi avrà fiato in corpo. Quello che vi lega, l’antiberlusconismo, è un sasso troppo pesante da tirare oltre la staccionata. E allora ve lo tenete lì, ve lo curate, ve lo studiate: ma a cosa serve, poi? Ora, io voglio concedervi almeno il beneficio del dubbio, la speranza che il gioco non sia fine a sé stesso, che dietro ai cartelloni, ai belusclown, ai w le rughe, non ci sia solo una furia cieca ma un’idea di fondo. L’idea che la democrazia sia tutto quello che ci resta, che il rispetto per le istituzioni sia l’unica cosa che salva la democrazia, e che il nostro paese abbia bisogno di un cambiamento, rapido, veloce ed efficace. Ecco, questa idea, vi giuro, è condivisibile. Ed è condivisibile anche da una grandissima fetta di elettorato (quei confusi che lo fanno sempre vincere con margine) che però non se la sente di scendere in piazza per manifestamente odiare una persona ed una personalità che, controversa per definizione, può essere vista tanto come santo, tanto come demonio incarnato. Ma, dicono, la verità stia nel mezzo. E dicono anche che se davvero si vogliono vincere le elezioni, ci sia bisogno anche dei voti di queste persone.

3)Non vi rendete conto che state, da decenni, facendo esattamente il suo gioco? Che la sola sua presenza nella scena politica ha fatto sì che tutto si riducesse all’eterna scelta “con me o contro di me”? ok. Noi siamo contro. Ma a cosa cazzo serve essere contro se non a portare il paese sull’orlo di una guerra civile, dove fra un po’ si rischia la Capuleti-Montecchi mania, fossilizzando tutto su questo scontro titanico che non porta a niente se non all’immobilità. A lui serve, a mantenerlo giovane e pimpante. Ma non a noi, non ai disoccupati, non agli imprenditori veneti che si sparano in bocca, non ai clandestini, non ai pensionati, non ai nostri figli, non al nostro futuro.

In conclusione, cari militanti del popolo viola, domani sarà un giorno di festa, di guerre numeriche, di io c’ero e di grandi promesse. Completamente inutili.

Io, invece, vorrei chiedervi questo: abbiamo ancora due anni e mezzo, prima delle elezioni. Usiamo questo tempo nel modo più proficuo, usiamo i canali che avete creato per incontrarci e decidere una strategia, un programma, per confrontarci sui cambiamenti che vorremmo, per dare un’anima a questa sinistra che non sia solo antiqualcosa. Rompiamo i coglioni a Bersani, presentandogli prospetti ed idee ogni cinque minuti, piuttosto che incatenarci fuori dal quirinale a disturbare un vecchio che non sta facendo altro che il suo sporco mestiere.

Rendiamoci credibili, degni di fiducia ed uniti, cementiamo in noi la coscienza e le idee per salvare questa povera Italia dal vero nemico: la nostra incapacità.

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3 comments so far

  1. tamas on

    Ti sento insolitamente maturo e posato, al di là del tuo usuale e corrosivo buon senso. Inoltre mi ha colpito il passaggio su “i nostri figli”: devi dirci qualcosa, playahata?

  2. fabrizio on

    condivido in toto il post, pur sapendo di far parte di questo immobilismo.

    e ricordo che ti sei impegnato ad invitarmi ad eventuali battesimi.

  3. chiara on

    ziocan vi uccido con le mie mani.


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