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L’italia è una repubblica basata sul pagherò

No, non è un post che verte sui soldi nel materasso, per quello avete Beppe Grillo che frigna. Questa è una faccenda economica, non finanziaria.

Perché abolire il TFR, se è ciò che ci permette di comprare casa?
Proprio perché è la sola cosa che ha permesso alla gente di comprare casa. Raga è arrivato il TFR, è arrivato il topino dei dentini. OH FINALMENTE. GRAZIE ALLA LIQUIDAZIONE DEI NONNI ORA POTREMO COMPRARE CASA!
il TFR mette sotto ricatto i lavoratori fino a 60 anni, privandoli di qualunque tipo di iniziativa, lasciandoli nel limbo finché non arriva, con cui si compreranno una tristissima casa in zona residenziale e un’auto tedesca.

Avete pregato il datore di lavoro per un anticipo di una cambiale che già vi deve, solo perché farlo in banca è meno agile, solo perché il vostro potere di acquisto è biologicamente più basso del normale.

Non è frustrante? Fa apparire il datore di lavoro come un mangiafuoco che ci usa come burattini, ci fa odiare il posto di lavoro, ci fa odiare di lavorare.
E addirittura fa credere che sia un privilegio, un trattamento equo, un diritto. CHE BELLO, C’E’ UN DIRITTO ALL’ELEMOSINA CAMUFFATA DA SICUREZZA ECONOMICA.

Assurdo che esista tale diritto.
Diritto alla mancetta che statisticamente è meglio non avere in busta paga ogni mese, perché serve alle aziende per mandare avanti l’economia nazionale, in modo che possano avere maggior liquidità mensile per gestire rapporti con banche, fisco, regalie e tangenti, tutte cose che l’azienda ha il DOVERE di gestire proficuamente, pena la chiusura.
Le sole due cose che può usare come tamponi sono: i ritardi nel pagare i fornitori, i TFR (solo perché gli stipendi deve sborsarli immediatamente).

E’ un sistema che funziona?
Avete qualche idea?

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Beppe Grillo VAFFANCULO


Leggo un articolo sul corriere che parla di quanto siano cool i grillini, con un leggero sarcasmo sui vaffanculo.
Un leggero sarcasmo.
Corriere, VAFFANCULO.
Dovreste irritarvi tanto quanto si irriterebbe chiunque venisse mandatto affanculo, dato che i vaffanculo di beppe grillo sono dei vaffanculo dedicati a tutti noi.

Trattasi di un movimento guidato da un sessaduenne che celebra il giovanilismo nella politica entrando a sua volta in politica. Come apprezzare appelli alla castità da parte di pedofili. Ah già, anche questo sarebbe un deja vu.

In questo articolo si dice che il moVimento (con la V che sta per Vaffanculo) ha avuto un successo silenzioso, il silenzio del fare (come la destra del fare della Santanché). Il silenzio di quelli che, nel frattempo, stemperano il proprio successo affermando che continueranno a testa bassa a lavorare.
No, vi scongiuro.
Adagiatevi sulla poltrona come tutti quelli che voi criticate, vi prego. Sarebbe un guaio se voi continuaste a lavorare nella direzione in cui avete predicato fin’ora.
Siete dei politici dilettanti, non avete spessore politico né istituzionale, non fregiatevi di aggettivi fin troppo lusinghieri nei vostri stessi confronti, non siete degni nemmeno di apostrofare il capo dello stato.
Fin’ora avete solo blaterato qualche cazzata su politiche energetiche non produttive, su scie chimiche e su signoraggio. E nel frattempo avete supportato un movimento da tribuni della plebe, poco più che una massa di redneck con i fucili a sale in mano e i cani da caccia nel bagagliaio. Di quelli che, con la bava alla bocca, parlano di rivolere i propri soldi, senza alcun tipo di soluzione reale nei confronti di alcuna politica economica, di alcuna politica sociale, di alcuna politica sanitaria.

Siete quelli dei soldi nel materasso, siete i retrogradi camuffati da progressisti, siete quelli del signora mia, à la Gandhi, che parlava di cacciare gli imperialisti inglesi per sostituire tutto con una società tribale basata su precetti paleolitici attorno ai clan familiari.

Dove cazzo sono le politiche lavorative, oltre ai piagnistei cooptando precariati di callcenter con pietismo barbaradursiano?
Dove cazzo sono le politiche sociali e sanitarie, a parte intervistare pensionati pieni di soldi che si lamentano dei due o tre euro di medicine in più?
E una presa di posizione netta sul laicismo dello stato? E qualcosa di più delle pizzate tipo Beppe Severgnini per celebrare I CERVELLI ITALIANI?
Dove cazzo sono le proposte precise, soprattutto per combattere la mafia e la corruzione (no, non la lista dei buoni e cattivi alla lavagna. sto parlando di cose serie)? Chi ha il coraggio di abolire il TFR?
Dove cazzo sono le proposte per chiudere definitivamente le industrie infruttuose tipo Termini Imerese, a cui sostituire qualcosa di REALMENTE localizzato etico ed antimafia, come per esempio una cooperativa di pescatori che metta in difficoltà i distributori di pesce collusi con la malavita tunisina, ma travestiti da slow food?
Dove cazzo sono gli obiettivi politici relativi alle piccole e medie imprese, le nuove regolamentazioni attorno all’IVA, all’Irpef, al Pubblico Registro Automobilistico, all’evasione fiscale, alla speculazione edilizia.

Dai, perlomeno votiamo Valerio Staffelli o il Gabibbo. O qualche cazzaro a caso delle Iene, di quelli che castigano i costumi con argomentazioni reazionarie.
Siete peggio del capoclasse delle medie.
Oppure votiamo Duncan McCloud del Clan McCloud. Così quando lo decapiteremo, avremo il possesso di tutta la sua esperienza con una scossa elettrica proveniente dal suo cadavere.

Vaffanculo al movimento a cinque stelle. Siete in cattiva fede.

Caro Luttazzi

Caro daniele luttazzi, io l’ho guardato raiperunanotte ed ho ascoltato, come sempre, il tuo monologo con lucida attenzione.
Prima di tutto (captatio benevolentiae), la battuta migliore è stata quella del cuoco, ma lo sapevi già.
Ora.
Ricordi la definizione di dittatura al rallentatore? E’ così, Cassandro, avevi e hai ragione.
Ma c’è un elemento che manca sul tavolo, oltre al predominio mediatico con cui instaurare una macchina da propaganda senza avversari, di gelliana memoria e all’elenco che hai fatto all’ottavo minuto, del turbinìo di soldi favori corruzioni processi e mignotte.

Manca, infatti, il clima dell’odio. Tanto per riciclare parole berlusconiane e farti girare i coglioni.

DIVIDE ET IMPERA.

E’ ciò che LUI persegue, nella prima fase del sesso anale, per renderlo più appagante ed efficace: far sì che chi sta per essere inculato si agiti ancora di più, perché si scompigli i capelli e sia più facile sborrarvi sopra.
Be’, una conclusione al monologo come la tua, un Travaglio che va al manihomio ANCORA per l’ennesima cazzata di berlusconi: questo è agitarsi e rendere i nostri capelli più sborrabili. Come fa Repubblica.
Seguendo ogni SUA cazzata, dipendendo dalla SUA prossima cazzata.

Se nessuno si agitasse così, non vi sarebbe inculata violenta né vi sarebbe inculata. Come non vi sarebbe tifo calcistico sfegatato, se esistesse solo da una delle due fazioni.

Se invece di agitarsi OMMIODDIO PERCHE’ STAI FACENDO PRESSIONE.. NO ASP-.
Ci fosse E QUELLO COS’E’, IL TUO CAZZO? AHAH! VADO DI LA’ A RIMBOCCARE LE COPERTE ALLA BAMBINA, COGLIONE. ALMENO E’ QUALCOSA DI IMPORTANTE E UTILE.
Almeno chi vuole andare avanti e non fermarsi non voterebbe lega nord né fini né casini come i mali minori.

Ma pare che solo Napolitano sia in grado di fare così, e non sempre.

Odiare il malfattore fa sì che i malfattori potenti possano fare le vittime, possano giustificare con l’odio che ricevono l’esacerbarsi della prossima malefatta.
Legittimare l’odio verso il dittatore è legittimare il dittatore, qualunque genere di dittatore sia, pure uno zeppo di viagra, al rallentatore e attorniato da troie poco credibili.
Dove le troie poco credibili sono i suoi oppositori (il popolo viola), s’intende.
Questo genere di cose andrebbero lasciate a chi le sa fare veramente con professionalità… chessò, Lella Costa.

Cari esponenti del popolo viola

È un paio di giorni ormai che vi penso intensamente. Dal momento della vostra nascita, frutto di una gestazione giustificata dall’esacerbarsi rutilante di boiate cosmiche prodotte da Berlusconi in questo anno temibile, mi son venute spontanee alcune domande. Non importanti come le dieci domande di Repubblica che tanto hanno martoriato i coglioni di qualsiasi persona pensante, ma di domande comunque si tratta, e visto che voi siete anche il popolo della rete, alla rete le porgo, sperando in una risposta degna della vostra “intelligenza collettiva”:

1)non vi sentite un po’ degli errori nel matrix? Nel senso, nessuno di voi ha questa sensazione di deja vu, come se tipo fossero sedici anni, da quel maledetto giorno in cui jeovah, allah e odino hanno permesso a berlusconi di fondare Forza Italia, che l’unica reazione spontanea della sinistra e del popolo di sinistra è quella di andarsene in piazza con delle belle bandierine colorate (rosse, arcobaleno, viola, rigorosamente da appender fuori la finestra, il giorno dopo) a far dei ballettini, girotondi, sit in o quant’altro, nella speranza (un tempo ingenua, ora, consentitemi un pochino patetica) di cambiar le cose, di spodestare il tiranno, di manifestare la verità che cementa le fondamenta del teatrino pidiellista (fuit casadellelibertista, fuit forzista). Lasciate che vi suggerisca che HEI, LO SAPPIAMO CHE BERLUSCONI è CATTIVO. O almeno, chiunque abbia una coscienza di sinistra, appena accennata o irremovibile che sia, è perfettamente a conoscenza degli errori di Berlusconi e dei suoi governi. E poi è sedici anni che ste deliziose uscite in piazza non portano assolutamente a nulla. Forse c’è qualcosa che non funziona.

2)non vi fischiano le orecchie? Dicono succeda, a parlarsi addosso. Perché voglio svelarvi un segreto segretissimo: quando domani sarete in piazza del popolo, del duomo, o del salcazzo, vedrete un sacco di amici e conoscenti che hei, la pensano proprio come voi, l’hanno sempre pensata come voi e continueranno a farlo finchè berlusconi avrà fiato in corpo. Quello che vi lega, l’antiberlusconismo, è un sasso troppo pesante da tirare oltre la staccionata. E allora ve lo tenete lì, ve lo curate, ve lo studiate: ma a cosa serve, poi? Ora, io voglio concedervi almeno il beneficio del dubbio, la speranza che il gioco non sia fine a sé stesso, che dietro ai cartelloni, ai belusclown, ai w le rughe, non ci sia solo una furia cieca ma un’idea di fondo. L’idea che la democrazia sia tutto quello che ci resta, che il rispetto per le istituzioni sia l’unica cosa che salva la democrazia, e che il nostro paese abbia bisogno di un cambiamento, rapido, veloce ed efficace. Ecco, questa idea, vi giuro, è condivisibile. Ed è condivisibile anche da una grandissima fetta di elettorato (quei confusi che lo fanno sempre vincere con margine) che però non se la sente di scendere in piazza per manifestamente odiare una persona ed una personalità che, controversa per definizione, può essere vista tanto come santo, tanto come demonio incarnato. Ma, dicono, la verità stia nel mezzo. E dicono anche che se davvero si vogliono vincere le elezioni, ci sia bisogno anche dei voti di queste persone.

3)Non vi rendete conto che state, da decenni, facendo esattamente il suo gioco? Che la sola sua presenza nella scena politica ha fatto sì che tutto si riducesse all’eterna scelta “con me o contro di me”? ok. Noi siamo contro. Ma a cosa cazzo serve essere contro se non a portare il paese sull’orlo di una guerra civile, dove fra un po’ si rischia la Capuleti-Montecchi mania, fossilizzando tutto su questo scontro titanico che non porta a niente se non all’immobilità. A lui serve, a mantenerlo giovane e pimpante. Ma non a noi, non ai disoccupati, non agli imprenditori veneti che si sparano in bocca, non ai clandestini, non ai pensionati, non ai nostri figli, non al nostro futuro.

In conclusione, cari militanti del popolo viola, domani sarà un giorno di festa, di guerre numeriche, di io c’ero e di grandi promesse. Completamente inutili.

Io, invece, vorrei chiedervi questo: abbiamo ancora due anni e mezzo, prima delle elezioni. Usiamo questo tempo nel modo più proficuo, usiamo i canali che avete creato per incontrarci e decidere una strategia, un programma, per confrontarci sui cambiamenti che vorremmo, per dare un’anima a questa sinistra che non sia solo antiqualcosa. Rompiamo i coglioni a Bersani, presentandogli prospetti ed idee ogni cinque minuti, piuttosto che incatenarci fuori dal quirinale a disturbare un vecchio che non sta facendo altro che il suo sporco mestiere.

Rendiamoci credibili, degni di fiducia ed uniti, cementiamo in noi la coscienza e le idee per salvare questa povera Italia dal vero nemico: la nostra incapacità.

festa della donna

un gruppo di donne che va a cena fuori per la festa della donna e’ come se un gruppo di ebrei andasse in un ristorante kosher per ricordare la shoah.