Esausti

adesso pero’, dopo tutte queste fregnacce.
Silvio Berlusconi, Massimo Tartaglia, Ezio Mauro, Bruno Vespa, Antonio Di Pietro, Mario Calabresi, Rosy Bindi, Daniele Capezzone, Umberto Bossi, Vittorio Feltri, Pierluigi Bersani, Maurizio Belpietro, Roberto Maroni, Pierluigi Battista.

CHIEDETECI SCUSA.

Convulsione emozionale

aut quid ita, cum per tot menses vacua civitate nemo iustine magistratus summae rerum praeessent controversiam fecerit, nunc demum cum hostes prope ad portas sint, civiles discordias serant, nisi quod in turbido minus perspicuum fore putent quid agatur Tito Livio – Ab Urbe Condita (Libro 3 – Paragrafo 40)

Ecco, ora il premier e’ l’uomo ad aver subito piu’ attentati di tutto il mondo occidentale. La sua mania di persecuzione non fa che essere sempre piu’ legittimata, mentre allo stesso tempo gli si da’ lo spazio (in tv, in radio, nei discorsi della gente, nella testa delle persone, sui giornali, sui social network) di delegittimare chiunque egli voglia.

Ora.

Laggente e Lappolitica si sono divisi come al solito in due. Da un lato la propaganda filo-berlusconiana, che sta gia’ impugnando azioni censorie nei confronti di internet, sta santificando il martire della liberta’, L’UOMO PIU’ ATTENTATO DEGLI ULTIMI 50 ANNI.
Dall’altra il trionfo dell’ipocrisia di chi, come qualunque colonnista dei giornali desinistra, prende le distanze: perche’ davanti a un volto sanguinante, sia pure di un uomo politico con cui non sei d’accordo, non si puo’ che rimanere esterrefatti e quasi spaventati, per la tremenda spirale di violenza che il dialogo politico sta innescando.
Sveglia, Ezio Mauro, in sostanza stai affermando la stessa cosa che affermano gli altri, quando dicono d’esser perseguitati.
Abbiate l’onesta’ intellettuale di CONSTATARE che la violenza messa in pratica non e’ causata dalla violenza verbale, bensi’ dalla poca violenza verbale e dalla mancanza di gesti eclatanti: dal fatto che chi vuole la violenza grezza (in pratica qualunque italiano, tant’e’ vero che ancora l’Alfa Romeo ha clienti) non e’ sufficientemente soddisfatto, sia esso di destra, di sinistra o qualunque altra cosa.
La Lega Nord se n’e’ resa conto e ha veicolato tali impulsi nella direzione delle ronde, dei pellegrinaggi sul Po, della xenofobia e della seccessione. La Lega Nord da’ il cibo giusto alla pancia del proprio elettorato, cibo al gusto di merda, ma gli da’ qualcosa.
La destra attuale idem: la virulenza delle parole nel difendere un presunto perseguito, l’interventismo immediato e di certo non pacato nei confronti di qualunque cosa diversa da se’, in grado di metterla in discussione o anche solo di porvi una leggera ombreggiatura sopra.
Questa violenza istituzionale e’ in grado di non generare morti, ma di sanare la sete che tutte le frange degli italiani hanno.

E a sinistra?
A sinistra un cazzo di niente.
Un ritardato psicolabile e’ frustrato dall’assenza di violenza fattiva (verbale, si), istituzionalizzata, e si trova necessariamente nella condizione di agguantare il primo oggetto che trova sulla credenza di casa e lanciarlo al premier. E’ questa l’idea geniale che avevi, noob?
E quelli che invece sono intelligenti e saggi, progressisti?
Vengono sedotti dall’unico filone di violenza che puo’ convenire loro: il giustizialismo. E’ pacato, e’ istituzionalizzato, e’ sexy insomma. Trovate sexy un ex fascista che semplicemente dice le cose che pensate, ma durante un fuori onda. Trovate sexy un pentito di mafia che incolpa il presidente del consiglio di non aver tirato su la tavoletta del water.
E’ un sintomo assai grave di degenerazione e di miopia, questo.
Ma allo stesso tempo, comunicare alla testa delle persone, tramite la pacatezza, tramite l’innalzamento su un piedistallo fin da subito, onde fornire un miglior esempio alle pecore che costituiscono il volgare elettorato, s’e’ dimostrata una strategia che non funziona. Perlomeno non funziona sin dall’inizio.
Difatti prima dei “professoroni”, arrivano all’elettorato i Beppegrillo, i No-B-Day-Boys, i Leghisti, i Fini, gli Sgarbi, le Iene, i Gabibbi, i Casarini, i Marrazzo gli Andrea Vianello, i Nichivendola.
Veicolando le emozioni di pancia (che contraddistinguono questo paese da 3500 anni) sempre nella direzione sbagliata, rispettivamente verso: le scie chimiche, gli autobus diretti a Roma a 20 euro a biglietto, le ronde, il cattolicesimo, le capre, le interviste doppie, i sedicenti maghi, l’irpef ai figli di papa’, le compagnie telefoniche truffaldine, le proteste contro le pale eoliche non intonate con gli orecchini degli omosessuali.
E’ questo quello che l’opposizione sa fare: farsi sfuggire qualunque tipo di elettorato in favore dei suddetti.
Tutto si riassume nell’assenza di palle, in sostanza. L’unico coraggio che c’e', e’ organizzare una volta all’anno un Berlusconi-Cacca-Day, nel quale i cattocomunisti, i precari della scuola, gli studenti e altri creduloni si illudono di star dicendo la loro, mentre aggiornano il loro status su facebook. Uno status di protesta verso uno status di polizia.
Non si rendono conto che un evento annuale e’ censurabile in un attimo da tutte e sette le reti televisive e risulta pure impopolare, ridicolo, facilmente ridicolizzabile. Un gay pride. Come un gay pride, solo con piu’ fronzoli.
Opposizione. Smetti di parlare alla testa delle persone, parla alla loro pancia. Prima che lo faccia qualcunaltro o prima che qualcunaltro prenda personalmente un’altra iniziativa dalla dubbia implementazione. Veicola le loro emozioni verso il denial of service continuo di ogni singolo telegiornale, verso la passione verso le istituzioni in modo sincero. Non sperare che tu li possa concupire parlando alla loro testa.
Tanti piccoli Paolini che, a gruppi di una decina, eseguono magistralmente la scenetta dei Monty Python gridando “Giustizia” al posto di “Spam”.

E se fossimo in un altro stato a caso tranne l’Italia, questo discorso non varrebbe: ci sarebbe un politico che vi parla dell’amore per le istituzioni, con in sottofondo una musica rilassante come i servizi di Report sulle piste ciclabili danesi che funzionano.
Ma per fortuna non siamo danesi, vaffanculo le vostre ucronie.

Amanda sarebbe una nonna meravigliosa.

Ecco come la nuora di un condannato in via definitiva come mandante di un omicidio vede la vicenda di perugia.
Avrai anche delle scarpe sexy e un modo di fare da maestrina dalla quale molti vorrebbero essere puniti, ma hai un conflitto di interessi con la magistratura che e’ comparabile a quello del presidente del consiglio.
Perche’ non ti licenzi dalla rai per protesta a questo sistema giuridico che fa acqua da tutte le parti e nel quale, leggendo “le carte dei processi” si puo’ dedurre che tuo suocero e’ un nonno meraviglioso innocente?
Senza scomodare processi dalle prove “piu’ inconfutabili” di quelle di perugia, come per esempio Ustica Cermis Luigi Calabresi Garlasco Cogne.
Cogne? Hai detto Cogne? Garofano e il suo trasferimento sono qui a ricordarti come l’ambiguita’ delle prove di tale processo siano state la causa scatenante di una ridicola chiosa.
E Rudy Guede forse e’ solo stato IL MANDANTE MORALE dell’omicidio di meredith kercher. Ma uno che caga in casa d’altri e nemmeno si preoccupa di tirare l’acqua del cesso, di certo trent’anni se li merita.
Ecco un estratto dell’interrogatorio:
- Rudy, eri nella stessa casa dove una tipa e’ stata massacrata?
- Be’, si.. ma stavo cagando.
- Si, di quello ce ne siamo accorti. Ma non hai sentito rumori? Non dico l’odore del sangue, quello possiamo intuire perche’ non tu non lo abbia sentito.
- Avevo l’iPod.
- Con le cuffiette nelle narici?

Ah, e hai un marito che sembra la figlia di fantozzi.

Quarto potere

La TV rimane accesa in pressoche’ ogni casa, attorno all’ora di cena, quindi approssimativamente tra le 19.30 e le 21.30.
La TV dispensa, non solo a quell’orario naturalmente, le peggiori stronzate degli ultimi trent’anni. Proprio la TV che vi indaffarate a mantenere pasciuta e tronfia.
E sarebbe troppo facile prendersela con Enrico Papi o con Gerri Scotti o con Striscia La Notizia, come fanno i peggiori cattocomunisti: stringendo i glutei e sbraitando inaciditi che Mediaset e’ un demone da combattere, gridando allo scandalo “EH? EH? MA LO SAPETE QUANTI FONDI NERI.. BLABLA.. DECODER.. BLABLA.. TRASH ANNI OTTANTA.. BLA BLA.. PIERSILVIO”.
Fatela. Finita. Per. Cortesia.
Prendete Maurizio Crozza, ad esempio.
Lui si che gliele canta, eh? Facendo inutili nonche’ patetiche nonche’ gratuite gag con Tabacci ubriaco che sorride annuisce e lo loda. Facendo battute cosi’ scontate che neanche Franco e Ciccio, sulla Svizzera e su Dubai.
Ve lo meritate, Maurizio Crozza. Come vi meritavate Alberto Sordi, che per fortuna e’ defunto, anche se purtroppo non s’e’ portato nella tomba i suoi personaggi buonisti.
E’ stata piu’ rivoluzionaria Mediaset, che almeno ha apportato un cambiamento (non in positivo, su questo siamo d’accordo) al modo di vedere le cose tipico dell’italiano medio, quel modo schifoso, quel modo centro-meridionale di vedere le cose. Dove con centro-meridionale si intende ovviamente una connotazione del tutto negativa, che sottolinea la pigrizia, l’inerzia, l’ignavia e l’ignoranza, ma che non ferma l’estendibilita’ del termine alle popolazioni sotto l’Arno, tutt’altro!, vale ancor di piu’ per veneti, liguri, lombardi, trentini, friulani, piemontesi. Certo che in uno dei quattro sostantivi, ogni regione citata cada. E qualche altra regione a caso di cui fortunatamente non ricordo, al momento.
Ma per dio, fatela finita con la fronda, con l’identificare nel nemico comune e totale l’attuale maggioranza e l’attuale premier, fatela finita con i cartelli “Donna offesa dal premier” e “Io sono farabutto”. Non fanno ridere, fanno ridere ancor meno delle presunte battute fatte da quel ritardato del vostro termine di paragone in negativo.
Siete voi gli Alberto Sordi, celebrati frequentemente da un presentatore a caso in un tripudio di troie ed imitatori su Rai Due. Siete voi i Corrado che davano spazio televisivo a partigiani dementi ultra ottantenni con la fisarmonica. Siete voi i Mike Bongiorno che hanno convinto qualunque fascia d’eta’ che e’ romantico sognare con i telequiz.
Siete voi i Pieraccioni falliti riempi-palinsesto, provinciali e dialettali come la versione becera e etero di Pierpaolo Pasolini.
Fate il favore di uscire da quest’Italia. Portando via anche i vostri figli, e sperando in un incidente stradale mortale.
Perche’ ci state costringendo a dare del credito a un fascista che si fa cogliere in un fuorionda a fare il paraculo. Ci state costringendo ad apprezzare Sgarbi che urla bestemmie in faccia ai politici attuali. Avete costretto molti a supportare un ex comico convinto che le scie in cielo siano dei test sovra-governativi atti a ucciderci tutti.
Speriamo, dunque, in una nuova malattia che ci stermini, se questo e’ quanto sappiamo fare.
Dieci Cento Mille Suine.

Vincere e vinceremo!

Bagnone (MS). Dopo anni di tentativi, Ugo V. e’ finalmente stato ripagato sabato, quando il quarantasettenne di Bagnone ha vinto 147 milioni di euro, facendo di lui un’ispirazione per tutti i giocatori del mondo.

“Non ho piu’ paura di rischiare” dice Tamara S. di Savignone (GE), donna delle pulizie e una dei milioni di italiani motivati dalla grande vincita di Ugo. “D’ora in poi mi ricordero’ sempre di cio’ che ha detto Ugo: basta scegliere sei numeri e prima o poi usciranno e ti faranno vincere”. “Se ce l’ha fatta lui, ce la posso fare anche io”.

“Quest’uomo non ha vinto con una schedina giocata per la prima volta”, dice Carla F. di Quartoggiaro (MI). “E’ passato da quella ricevitoria per anni. Questo ci mostra che non c’e’ niente di piu’ vincente che la perseveranza”.

Figlio di due muratori, Ugo e’ cresciuto senza le opportunita’ economiche e accademiche che quasi a tutti gli italiani sono offerte; ma questo non gli ha impedito di far qualcosa della propria vita, come vincere al Superenalotto.
“Ebbene si, guidavo la mia Panda 4×4 giu’ dalla collina di Bagnone ogni venerdi’, che e’ il giorno di paga, per comprare una stecca di sigarette, una cassa di moretti e giocare qualche schedina” dice Ugo. “A volte anche qualche gratta e vinci, ma di certo non ho mai dimenticato il Superenalotto, quelli si che son milioni!”

Benche’ abbia giocato per anni senza vincere e vivendo con sua madre, Ugo e’ risoluto.

“Qualcosa mi diceva non avrei mai vinto, ma ho continuato. Sapevo di dover continuare, se volevo comprare un’Alfa Mito e una TV al plasma. Cose del genere”

Ugo prosegue: “Continuare a non vincere non mi ha scoraggiato, perche’ sapevo cosa volevo. E lo ammetto, a volte e’ stata dura trovare quegli spiccioli da spendere, quando tra il 1994 e il 1998 ero disoccupato e vivevo con la pensione di mia madre. Ma ce l’ho fatta. Ora sono un porcodio di milionario. Dio bestia!”

Ugo V., che ricordiamolo gioca dal 1978 (giocano 16 3 e 78 in onore del rapimento Moro), ricevera’ la somma in un un’unica soluzione fra due mesi, ma sostiene che non si cancellera’ dalle liste di collocamento fino a che non vedra’ la cifra al Banco Posta.

“E’ uno come tanti, come me”, dice Giacomo D., di Gazzuolo (MN). “Non devi essere un vacca di avvocato o un medico salottiero, per vincere la lotteria. Devi solo indovinare gli stessi numeri che qualcunaltro estrarra’ qualche giorno dopo”.

La tenacia di Ugo sta ispirando proprio tutti, anche chi non ha mai giocato alla lotteria.

Fabrizio Q., ex para’ ora membro di una compagnia militare privata in Iraq, raggiunto telefonicamente, ne e’ entusiasta: “Ho sempre pensato che la lotteria fosse per sfigati. Ora so che quando tornero’ da questa missione, se voglio anch’io un assegno da milioni di euro, devo iniziare a giocare. Cosi’ finalmente realizzero’ i miei sogni”.
Anche lui, come tanti, con quei soldi si paghera’ i tanti debiti, nuove attrezzature militari e una vacanza “in un posto esotico”. E qualche buona cena. “Non come qui, che devo pranzare inginocchiato”.

“Il mondo e’ ingiusto, per fortuna che c’e’ il Superenalotto”, dice Giuliano F., di Roma, aspirante giornalista che scrive pamphlet satirici. “E’ cosi’ bello cio’ che e’ successo a Ugo V., lui si che e’ un vero vincitore!”.
“Mi riconosco molto in lui -aggiunge Giuliano-, e’ qualcuno che voleva ottenere molti soldi con poco sforzo. E cosi’ sono io. Piu’ di ogni altra cosa al mondo, voglio molti soldi.”

per non dimenticare

Germania: Strage alla stazione di Alzheimer.
Fiaccole accese, manifestazioni, PER NON DIMENTICARE.

La formula “Per non dimenticare” fa schifo, fa ancora piu’ schifo quando e’ quella cretina senza cervello della speaker del TG1 a dirla.
Riuscite a dire “Per non dimenticare” 10 volte senza ridere?
No. Poiche’ essa e’ dello stesso livello di “10 100 1000 nassirya”, solo meno ironica.

Usiamo 3 delle 5 W del tanto osannato giornalismo anglosassone: chi, cosa, perche’.

CHI deve non dimenticare e rischia di dimenticare? Fossero i parenti delle vittime, sarebbe almeno divertente apprezzare il sarcasmo col quale li si prende per il culo. Ecco, s’io fossi li’ con loro direi proprio cosi’ “LOL, PER NON DIMENTICARE” e poi farei il gesto della stecca, memoria di una vita da caserma che grazie a allah non ho mai vissuto (no, non mi interessa l’invalidita’ permanente perche’ un microdotato superiore mi ha rotto una vertebra con una mazza da baseball. mi fingo gia’ invalido cosi’, muovendo a compassione i piu’, dicendo che ho votato a sinistra).
Le istituzioni, forse, non dovrebbero dimenticare? E’ come chiedere a uno storpio di fare i 100 metri: le istituzioni sono quell’oggetto che piu’ guai accadono attorno ad esso, piu’ esso ignora la questione in maniera del tutto ufficiale. No davvero, proprio con le agenzie stampa in cui si piscia sulla questione e poi ci si asciuga il cazzo sul lenzuolo che copre il cadavere.
Ah ma no aspetta, sara’ “L’OPINIONE PUBBLICA” che non deve dimenticare. L’opinione pubblica autonomamente non esiste, se non imboccata dall’informazione. E uso la parola imboccata volutamente sbagliando ed ignorando il principio che si fonda alla base dello scopo che i giornalisti dovrebbero avere nella loro inutile vita. Porci giornalisti, le stesse penne che scrivono castronerie su qualunque argomento -dalla costruzione di carri ferroviari alla situazione civile in Cina-, siete proprio voi -si, anche Travaglio, per questo non lo dice- i fautori dell’onda su onda. Ogni questione che avviene in Italia e’ scritta sul bagnasciuga; viene accarezzata da onde brevi chiamate PER NON DIMENTICARE e poi viene cancellata dall’onda dell’argomento successivo. Intensita’ della quale e’ direttamente proporzionale al tasso di troie, morti celebri, cocaina e relazioni extraconiugali presente nell’argomento che scalza il precedente. In conclusione, nessuno dimentica in verita’, c’e’ solo l’informazione che decide quando (WHEN) e’ ora di cambiare aria e sceglie il mezzo di comunicazione (WHERE). Almeno fino al processo d’appello o alla commemorazione successiva.

COSA si deve non dimenticare e si rischia di dimenticare? Si rischia di dimenticare l’errore umano? Il guasto tecnico? L’ignoranza del branco? Il pisello del rumeno che e’ entrato nella vagina di tua figlia? Be’ quelle si’ che sarebbero cose da dimenticare, sempre che a tua figlia non sia piaciuto, dopotutto ora sta con uno che studia ingegneria, quindi e’ comprensibile. Non e’ questione di dimenticare (dal dizionario, trascurare-non ricordare-lasciare in un posto-non considerare), quello puo’ andare bene che accada PER TUTTI (tranne tua figlia, s’intende), ma piu’ che altro meditare a riguardo e prendere le dovute decisioni AL MOMENTO. Non si tratta di decreti legge o altre puttanate, si tratta di educare l’opinione pubblica alla questione, nel momento in cui essa accade. Educarla per il bene. Portarla per mano dal passato ingenuo, attraverso il presente scisso, fino al futuro in cui domina la ragione (in senso lato, perdonatemi irrazionali che leggete). Poi si, poi potete dimenticare e lasciar che cio’ finisca nella storia. Con buona pace di Hegel che ci segue da dentro la sua bara con un iPhone.

PERCHE’ si deve non dimenticare? Si deve, dimenticare, perche’ se tutto e’ fatto correttamente, non e’ necessario ricordare. In base a quanto detto sopra.

Al lettore la dimostrazione dei teoremi successivi.

Traggedia a viareggio

Appena uscito su iTunes il nuovo singolo composto dal noto trio beneficiente Lorenzo Jovanotti, Piero Pelu’, Luciano Ligabue. Per ogni copia del brano venduta, verra’ donato UN EURO in favore delle vittime di Viareggio.
Giova Pelu’ Liga (GPL) – IL MIO NOME E’ GRISU’

Puttane iraniane.

Vi dispiace se vomito qui? Ridateci la DC.

Tutti parlano di un politico puttaniere: anche la giustizia a orologeria segna l’ora sbagliata.

Almeno prima si parlava di mafia e di tangenti, cose su cui ne’ Striscia la notizia ne’ il Bagaglino osavano fare “satira” (SA-TI-RA?).
Le puttane, invece, sono un argomento facile, sono un argomento popolare. La classe dei giornalisti ha fatto l’ennesimo errore, abbassando il livello a qualcosa di talmente alla portata di tutti, che nessuno prova indignazione a riguardo.

Anzi. Raccoglie la benevolenza di ogni singolo italiano medio, nonche’ l’invidia di ogni persona sopra i 40 anni, che’ quelli sotto i 40 anni gia’ adesso le scopano, le diciottenni.

Repubblica e Corriere, nel frattempo, declassano a notizia di coda la situazione iraniana. Fate bene, chi se ne fotte della destabilizzazione di una potenza nucleare guidata da un partito fondamentalista religioso la cui unica opposizione fino ad oggi era un altro partito fondamentalista religioso?

A NESSUNO.

- Papa’, cosa hanno al braccio quei calciatori mezzi negri?

- Niente tesoro, sara’ il foulard della Lega Nord.